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Progetto Città del Vetro   Altare, Savona

Le ex vetrerie Savam occupano un’area di circa 7900 metri quadrati ai margini dell’abitato di Altare, tra via Cesio a nord e via XXV Aprile a sud. Dal XVII secolo, l’insieme degli spazi produttivi si è venuto trasformando conoscendo la massima espansione nell’Ottocento.
Durante il secolo scorso interventi di superfetazione, eventi accidentali quali incendi e, infine, l’abbandono seguito alla chiusura della fabbrica, avvenuta nel 1992, hanno fortemente intaccato i valori architettonici del complesso senza tuttavia obliterarli completamente.
Il progetto prevede il recupero delle volumetrie e la loro integrazione nella città attraverso operazioni di restauro, parziali demolizioni e ricostruzioni di manufatti, destinati a ospitare una serie di funzioni e attività private e pubbliche, quali residenza, commercio, servizi e ricettività turistica. In particolare, è prevista la demolizione dei corpi bassi lungo via XXV Aprile ­– gravemente danneggiati e di scarsa qualità – per realizzare una nuova piazza di fronte al principale fabbricato ottocentesco del complesso (destinato ad ospitare una struttura ricettiva) e ricavare, all’estremità ovest dell’area, un secondo spazio pubblico sulla copertura del nuovo corpo per i box auto. Su questo stesso lato, i due corpi di fabbrica che contenevano i forni – privi dei solai intermedi e di parte delle coperture – sono recuperati come involucri per inserire al loro interno nuovi volumi residenziali, opportunamente distanziati dai muri perimetrali. Verso via Cesio, lungo il percorso urbano che si svolge a una quota più alta e genera il nucleo storico di Altare, è prevista la realizzazione di un portico di accesso al complesso riaprendo le arcate dell’edificio realizzato lungo il bordo dell’area. Dietro al porticato, nell’area risultante dalla demolizione dei solai che, impropriamente, raccordavano il retro dell’edificio ottocentesco con il complesso su via Cesio, è collocato un edificio a destinazione mista, commerciale e residenziale. Il diradamento delle aree interne dalle superfetazioni è volto alla realizzazione di un collegamento trasversale tra la piazza bassa a sud e la via alta a nord e a riportare alla luce la parte più antica del complesso, costituita da una serie di ambienti seminterrati voltati.

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