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Cimitero ipogeo   Borghetto Santo Spirito, Savona

Il nuovo cimitero, realizzato alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso, si trova in una zona collinare alle spalle del paese, tra due cave di estrazione, ed è inserito nella trama “a fasce” tipica del paesaggio ligure, con muri a secco, ginestre, ulivi e una spettacolare vista panoramica verso la costa e il mare.
Il nuovo intervento è impostato su due assi prospettici che mettono in relazione le diverse parti dell’impianto. Dall’ingresso, a nord, un ampio viale segue la curva di livello segnando il confine tra i campi di inumazione e i loculi esistenti, distribuiti su tre terrazzamenti nel quadrante nord-est, e le nuove aree di espansione. A valle del viale si estende una vasta area ipogea, organizzata a decrescere su tre livelli, destinata ai nuovi loculi e agli ossari. La soletta di copertura, destinata ad essere rivestita di terra e seminata a prato, si apre in corrispondenza del percorso assiale di distribuzione ed è ulteriormente solcata da una serie di tagli paralleli alle curve di livello per consentire alla luce – e alla vegetazione – di scendere negli spazi sottostanti.
Il percorso di distribuzione incrocia il viale di ingresso e prosegue, a monte di esso, partendo in due l’area destinata alle tombe di famiglia. Questo settore, organizzato a terrazzamenti, doveva concludersi nel punto più alto con un portale di accesso al cimitero dei bambini, stabilendo una sorta di polarità con la cappella sull’acqua prevista all’estremo opposto, nella parte terminale della superficie a prato. Altre due zone dell’ampliamento sono destinate alle tombe private – un’area terrazzata a monte dell’ingresso al cimitero – e a campo di inumazione – dal lato opposto, lungo il bordo sud. Le parti del progetto sino ad ora realizzate sono la soletta cementizia (purtroppo ancora priva del manto erboso) e gli spazi ipogei con i relativi collegamenti al cimitero esistente.
Apparentemente monomaterici, gli ambienti ipogei sono in realtà modulati da minime quanto raffinate variazioni – il cemento a vista delle pareti, quello a granulometria grossa della pavimentazione, le superfici rilucenti dei soffitti ottenute grazie all’impiego di cassaforme in ferro zincato – e gradazioni cromatiche – le lastre in pietra serena imbullonate che chiudono i loculi. A caratterizzare questi spazi è tuttavia “l’azzurro del cielo”, inquadrato dalle lunghissime asole ritagliate della copertura.

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